Claudio Cintoli

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Nido  e altri voli

Cintoli accompagna la sua produzione artistica con un flusso ininterrotto di carte vergate: esplicazioni, commenti, aforismi, anagrammi, giochi di parole, citazioni da Jarry, da Nietzsche, dai poeti surrealisti, dalla Bibbia, formule algebriche, note, appunti, versi improvvisati, stampigliature, coordinatecartesiane; e non mancano effetti di collage: pezzi di carta strappata ai margini, magari stampigliati o addirittura colorati e poi incollati o puntati sul foglio in modo da animarepittoricamentegli spazi della scrittura. Anche le lettere agli amici sono un flusso grafico irrefrenato,che solo il caso o la fine del foglio possono interrompere.

L'intento comunicativi è soverchiato - si direbbe - da quello semplicemente fatico di tener aperta la comunicazione. Le carte di Cintoli sono un diario quotidiano, condotto con una scrittura limpida e impazzita in uno spazio intermedio tra il privato e il pubblico: un esercizio continuo, i cui arresti sono casuali e momentanei. Ma sitratta di un diario paradossale, privo di eventi, solo in minima parte legato direttamente a riflessioni teoriche o tecniche sulle opere in corso ( in realtà il momentodella progettazione è, per Cintoli, quasi sempre incoscio e soltanto la logica surrealista dell' hasard ne rivela la maturazione) In questa attività di chirografo ostinato l'artista non sembra interessato ai contenuti, quanto piuttosto alla materialità grafica del significante, che dilaga di foglio in foglio costituendo un tessuto semioticoimpenetrabile, dove i segni rincorronoi significati in tutte le direzioni, ma si incrocianoe si scontranosempre e soltantocon altri segni, con i quali si fondono in sequenze paroliberiste, in lampisterie dadaiste, in giochi anagrammatici e associazioni libere, in esercizi di scomposizione e ricomposizione della parola, in scambi o sostituzioni prefissati o suffissati, in false etimologie, in procedimenti seriali deliberatamente anticomunicativi, insomma in tutti gli espedienti di spiazzamento grafico e di disturbo semanticoche il post -futurismo e il post-dadaismo possono ancora suggerire.

Estratto dal testo di Pietro Bonfiglioli - Tratto dal catalogo “ Nido e altri voli”